Allievi del Torriani al Viaggio della Memoria

allievi a Mauthausen

Una generazione che conserva la memoria del passato, ascolta i segni del presente: con questo impegno 51 allievi delle classi terze e quarte del Liceo Scientifico Tecnologico e della terza A Elettrotecnica dell’ITIS Torriani hanno partecipato, dal 26 al 28 aprile, al “Viaggio della Memoria” ai campi di concentramento di Mauthausen e Gusen.
Proprio la visita campo di Mauthausen e l’inconto con l’ex deportato Armando Gasiani ha colpito e stimolato la sensibilità degli studenti. Le baracche, infatti, sono vuote, ma le centomila vite distrutte soprattutto dalle barbarie dei lavori forzati sono presenti e pesano su chi visita queste stanze piene di dolore. Proprio per questo è un luogo che non dovrebbe esistere, ma allo stesso tempo un luogo disperatamente necessario, per ricordare e per impedire che si ripetano simili crudeltà.
Tra passato e futuro, tra ricordo e impegno si sono sviluppate le riflessioni del sindaco di Cremona, Oreste Perri, durante la cerimonia ufficiale di commemorazione che si è svolta, nel pomeriggio di martedì 27 aprile, davanti al Monumento ai Caduti Italiani. “Abbiamo tra noi un deportato, Armando Gasiani, che è arrivato qui quando aveva più o meno la vostra età; oggi — ha sottolineato il Sindaco — abbiamo vissuto un’esperienza unica, con la visita al campo che ci ricorderemo per sempre. Grazie anche alla professoressa Bottoli che mi ha permesso di vivere con voi questa esperienza, per me nuova e, devo dire, davvero ricca di contenuti. Non ha senso oggi portare avanti l’odio e le divisioni, dobbiamo sforzarci tutti, ogni giorno, di fare qualcosa per la pace, di rispettare gli altri, di costruire insieme una società migliore.
La stessa determinazione ha caratterizzato l’intervento degli studenti del Torriani. “Un’anima assuefatta è peggiore di un´anima malvagia”. Vogliamo citare questa riflessione di Charles Péguy non per un senso letterario o estetizzante ma perché può evidenziare in maniera chiara le ragioni, le attese, i bisogni che ci hanno condotto qui, oggi.
La nostra presenza non vuole risolversi in un mero momento celebrativo, ma, partendo da quello, vuol dare voce e sostanza a qualcosa di più, di profondamente diverso.
Oggi, soprattutto noi giovani siamo chiamati a commemorare tanta sofferenza e tanti sacrifici, ma, nello stesso tempo, vogliamo condividere il sistema di valori, il codice etico alla base di tante vicende umane, fatte spesso di grandi gesti, talora di una quotidianità minima, ma sempre straordinariamente importanti.
Un filo rosso lega passato e presente, storia e politica: sosteniamo oggi gli stessi ideali, l´impegno e l´orgoglio di tanti che, perdendo talora la propria vita, hanno reso possibile la costruzione di un´Europa democratica e libera.
Oggi noi ragazzi siamo chiamati ad un nuovo protagonismo, fatto di speranza e condivisione con tutti i martiri che con il loro sangue hanno reso sacra questa terra.
Dalla loro vicenda dobbiamo ripartire: intorno a noi vediamo crescere una rabbiosa insofferenza verso chi è diverso o ha meno. Negare il pasto ad un bimbo i cui genitori non hanno pagato la retta della mensa, rifiutare le cure e lasciar morire una piccola malata perché priva del permesso di soggiorno sono l´espressione di una barbarie nella quale non ci riconosciamo.
Sappiamo bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. Con tutta la forza che possiamo vogliamo gridare: “Noi non ci stiamo”.
“Se è notte, si farà giorno” scrissero su un giornale clandestino i partigiani Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini: oggi rinnoviamo l´impegno, la volontà, la determinazione a far sì che non sia più notte.
Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri padri e a tutti i martiri della shoah e della Resistenza. Il loro dolore si fa amore, la testimonianza che oggi ci affidano sarà il faro del nostro futuro.”

 corteo a Mauthausen

Cerimonia a Mauthausen